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25Dic/100

Facebook viola la privacy

Oggi Facebook, con i suoi 250 milioni di utenti, è il social network più utilizzato al mondo. Ma non tutti sanno che i propri dati personali, comprendenti numerose informazioni riservate come data di nascita, indirizzo, religione possono essere messi sotto controllo, spiati, intercettati e infine venduti a società di marketing.

A scoprirlo è una indagine del Wall Street Journal, dalla cui ricerca è risultato che le applicazioni più utilizzate su Facebook trasmettono gli ID personali.

Molte delle più popolari applicazioni, dette anche 'apps', utilizzate nel social network Facebook, hanno trasmesso le informazioni di identificazione personale degli utenti - fornendo i nomi delle persone e, in alcuni casi, i nomi dei loro amici- a decine di società di marketing e di monitoraggio di Internet. Questo è quanto risulta da un' indagine del Wall Street Journal.

Il problema riguarda decine di milioni di utenti che utilizzano le apps di Facebook, incluse le persone che impostano i loro profili seguendo le regole sulla privacy stabilite da Facebook. L'indagine fatta rompe le regole del social network, interrogandosi circa la sua capacità di mantenere le informazioni sulle identità degli utenti al sicuro.

Il problema è strettamente legato  alla grande crescita avuta negli ultimi anni nel settore delle aziende che si occupano di costruire banche dati dettagliate sulle persone al fine di monitorarli online. Non è chiaro per quanto tempo questa violazione sia stata attuata. Recentemente un portavoce Facebook ha dichiarato che stanno provvedendo a "ridurre drasticamente" l'esposizione di informazioni degli utenti. Ha poi aggiunto che "l' ID di un utente Facebook può essere inavvertitamente condiviso con il browser di un altro utente o con un'altra applicazione", sottolineando però che "la conoscenza di un ID non consentirebbe comunque l'accesso a informazioni private".

" I nostri sistemi tecnici sono sempre stati implementati da una forte politica sulla privacy, e faremo affidamento su entrambe per permettere alle persone di mantenere il controllo delle loro informazioni"  ha concluso il portavoce di Facebook.

Le "Apps" sono parti di software che permetto a 500 milioni di utenti Facebook di giocare o condividere interessi comuni con altri. L'indagine ha rilevato che tutte le 10 applicazioni più popolari per Facebook stavano trasmettendo  gli ID degli utenti a società esterne.

Le applicazioni, classificate dalla società di ricerca Inside Network Inc. (basato sugli utenti mensili), comprendono FarmVille, con 59 milioni di utenti, il Texas Holdem Poker e FrontierVille. 3 delle prime 10 applicazioni, tra cui FarmVille, hanno trasmesso a società esterne informazioni personali anche sugli amici degli utenti.

La maggior parte delle applicazioni non sono create da Facebook, ma da sviluppatori di software indipendenti. Alcune applicazioni sono diventate indisponibili dagli utenti di Facebook  dopo che il Wall Street Journal ha informato la società che le applicazioni stavano trasmettendo informazioni personali; la ragione specifica della loro indisponibilità rimane però poco chiara.

L' informazione che viene trasmessa rappresenta uno dei blocchi di base per accedere a Facebook: il numero "Facebook ID" assegnato ad ogni utente sul sito. Dal momento che l' ID di un utente Facebook rappresenta una pubblica parte del suo profilo, chiunque può utilizzare un numero di identificazione per cercare il nome di una persona, tramite un browser Web standard, anche se quella persona ha impostato le sue informazioni in  modo tale che siano private. Per gli altri utenti, l'ID di Facebook rivela le informazioni che hanno deciso di condividre con tutti, incluso l'età, la residenza, la professione, le foto.

Le applicazioni revisionate dal Journal stavano mandando i numeri ID degli utenti Facebook ad almeno 25 società che si occupano di pubblicità e raccolta dati, molte delle quali costruiscono profili degli utenti di Internet,  monitorando le loro attività on-line.

I difensori del tracking online sostengono che questo tipo di sorveglianza sia benigna, perchè si svolge in forma anonima. In questo caso, tuttavia, il Journal ha rilevato che una ditta di raccolta dati, la Rapleaf Inc., aveva collegato l' ID degli utenti Facebook, ottenuto dalle applicazioni, al proprio databese di utenti Internet, che ha poi messo in vendita. Rapleaf ha inoltre trasmesso le informazioni ID così ottenute ad un'altra dozzina di aziende.

Rapleaf ha dichiarato che la trasmissione delle informazioni non sia avvenuta intenzionalmente. "Non l'abbiamo fatto apposta" ha affermato il vice presidente del business development della Lapleaf, Joel Jewitt. Facebook, dal canto suo,  ha detto che avrebbe preso provvedimenti per limitare notevolmente la capacità di Lapleaf di utilizzare qualsiasi dato relativo a Facebook.

Facebook vieta ai responsabili delle applicazioni di trasferire i dati relativi agli utenti a società di pubblicità esterne e ad aziende di raccolta daapplicazioni Facebookti, anche se un utente fosse d'accordo. L'indagine del Journal sottolinea la sfida di fare rispettare queste regole per le 550000 applicazioni.

Le conclusioni del Journal sono l'ultima sfida per Facebook, che è stato criticato negli ultimi anni per aver modificato le sue norme sulla privacy e per avere esposto più informazioni riguardo l'utente. La scorsa primavera il Journal aveva già scoperto che Facebook stava trasmettendo i numeri ID alle società pubblicitarie in alcune circostanze, ad esempio quando l'utente cliccava su un annuncio. Facebook successivamente ha interrotto questa prassi.

" Questa è una sfida ancora più complicata rispetto al problema sorto la scorsa primavera, che abbiamo superato con successo", ha detto un portavoce di Facebook, " ma è una sfida che ci siamo impegnati ad affrontare".

Il problema della privacy ha aumentato lo sforzo di Facebook, per questi mesi, di dare ai propri utenti un maggiore controllo sulle sue applicazioni, che i tutori della privacy avevano individuato come una potenziale falla nella capacità degli utenti di controllare chi vede i propri dati. Il 6 ottobre Facebook ha creato un pannello di controllo che consente agli utenti di vedere quali applicazioni stanno accedendo alle informazioni su di essi. Tuttavia non specifica quali applicazioni degli amici hanno effettuato l' accesso su un utente.

Le applicazioni per Facebook hanno trasformato il social network in un contenitore per ogni di tipo di attività, dai giochi alla creazione di un albero genealogico. Le applicazioni sono considerate un mezzo importante per Facebook per estendere l'utilità della sua rete. L' azienda afferma che il 70% degli utenti utilizza le applicazioni ogni mese.

Le applicazioni sono anche una fonte crescente di introiti in aggiunta alla pubblicità di Facebook stessa, che vende la propria valuta virtuale che può essere usata per pagare i giochi.

A seguito di un' indagine della Canadian Privacy Commissioner, Facebook in giugno ha permesso alle applicazioni di accedere solo alle parti pubbliche del profilo di un utente, a meno che l' utente non conceda il permesso supplementare. In precedenza le applicazioni avrebbero potuto toccare tutti i dati a cui l'utente aveva accesso, tra cui profili dettagliati e informazioni sugli amici dell'utente.

Non è ancora chiaro se gli sviluppatori di molte delle applicazioni su Facebook, che trasmettevano i numeri  ID degli utenti, fossero a conoscenza di questo. Le applicazioni hanno usato un comune standard Web, noto come "refer", che passa ad un indirizzo dell'ultima pagina usata quando l'utente fa click su un link. Su Facebook e su altri social network, i refer possono mostrare l'identità dell'utente.

La società afferma di aver disattivato migliaia di applicazioni per aver violato le sue politiche. Non è ancora chiaro quante di queste apps erano coinvolte nella trasmissione di informazioni dell'utente a società di marketing.

Facebook ha dichiarato di avere chiuso alcune delle applicazioni che l'indagine del Journal aveva scoperto trasmettere l'ID degli utenti, incluse alcune create da LOLapps Media Inc., una società di supporto di San Francisco. Le applicazioni della LOLapps includono Gift Creator, con 3 milioni di utenti al mese,  Quiz Creator con 1,5 milioni di utenti al mese, Colorful Butterflies e Best Friends Gift. Da qualche tempo infatti gli utenti che provano ad accedere a tali applicazioni ricevono o un messaggio di errore o sono riportati alla schermata iniziale di Facebook.

"Abbiamo preso immediatamente misure drastiche per disabilitare tutte le applicazioni che violano le nostre regole sulla privacy" ha detto un portavoce di Facebook.

Il portavoce della LOLapps Media si è rifiutato di commentare.

Le applicazioni che trasmettono gli ID degli utenti potrebbero inoltre aver violato le loro stesse politiche sulla privacy, così come gli standard del settore, secondo i quali i siti non dovrebbero raccogliere informazioni personali senza il permesso dell'utente. Zynga,  per esempio, dichiara nella sua politica della privacy di " non fornire alcun ID personale a società pubblicitarie".

Un portavoce di Zynga ha dichiarato che " Zynga ha una rigorosa politica che prevede di non trasferire informazioni personali a terzi. Saremmo lieti di lavorare con Facebook per affinare e migliorare le tecnologie del Web per permettere alle persone di mantenere il controllo delle proprie informazioni".

L'uso più ampio delle informazioni degli utenti Facebook, scoperto dal Journal, ha coinvolto anche la Rapleaf. La società di San Francisco compilava e vendeva i profili degli individui basati in parte sulle loro attività on-line.

Il Journal ha scoperto che alcune applicazioni LOLapps, così come l'applicazione Family Tree, stavano trasmettendo i numeri ID Facebook degli utenti alla Rapleaf. La società ha poi collegato questi numeri ID a dei fascicoli che aveva precedentemente creato su questi individui. La Rapleaf infine incorporava tutte queste informazioni in un file detto "cookie".

La Rapleaf si difende affermando di aver tolto il nome dell'utente quando ha incorporato l'informazione nel cookie e ha condiviso quell' informazione per il targeting degli annunci. Tuttavia il Journal ha rilevato che la Rapleaf avrebbe trasmesso gli ID degli utenti Facebook a dozzine di società di pubblicità e banche dati, compresa Google Inc.'s Invite Media.

Tutte le aziende hanno dichiarato di non raccogliere, conservare o utilizzare le informazioni.

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