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29Dic/100

Garante Privacy blocca le ‘Google-Cars’

Tutti ormai avranno sentito parlare di Google Stree View, una evoluzione di Google Map che consente di esplorare le strade di una città attraverso fotografie panoramiche scattate a livello della strada. Ma non tutti sanno che le Google-Cars utilizzate per scattare tali foto, hanno intercettato e spiato il traffico wireless nelle loro vicinanze, comprese le possibili conversazioni VoIP e la trasmissione di dati. Per questo è scattato l' altolà del Garante Privacy a Google Street View.

Il Garante Privacy dice a Google di bloccare qualsiasi trattamento sui cosiddetti 'payload data' captati dalle vetture di Street View. Google rischia la violazione del Codice Privacy e alcune norme del codice penale.

Street View di Google si trova da mesi nel mirino dei garanti della privacy del Vecchio Continente. Le 'google-car', auto con telecamera di Google che catturano immagini, erano andate oltre il loro dovere intercettando e spiando anche il traffico wireless nelle vicinanze. Google ha ammesso lo sbaglio, ma tale sbaglio ha suscitato un’offensiva di inchieste in Usa e Europa.

Inizia l’ inchiesta italiana e il Garante per la privacy ha imposto a Google di bloccare qualsiasi trattamento sui cosiddetti 'payload data' captati dalle vetture di Street View e ha inviato gli atti all’ autorità giudiziaria perché valuti gli eventuali profili penali derivanti dalla raccolta di questo tipo di dati.

L’Autorità aveva avviato un’ istruttoria nei confronti della società di Mountain View nel maggio di quest’anno, quando era venuta a conoscenza della circostanza che le 'google-car', girando sul territorio italiano, oltre a raccogliere immagini avevano anche 'catturato' a partire dall’aprile 2008, tramite appositi software, frammenti di comunicazioni elettroniche – i 'payload data' appunto – trasmesse da utenti che utilizzavano reti Wi-Fi non protette.

Nel corso del procedimento Google, fornendo i riscontri richiesti dal Garante, ha confermato la raccolta dei dati durante il passaggio delle vetture di Street View, specificando tuttavia che essa era avvenuta erroneamente e che i dati raccolti erano comunque talmente frammentati da non poter essere considerati informazioni personali. Secondo le dichiarazioni delle società, i dati sono attualmente conservati su server negli Stati Uniti e non sono mai stati utilizzati, né comunicati a terzi.

Ad avviso dell’Autorità italiana, invece, una tale raccolta di informazioni, essendo stata effettuata in modo sistematico e per un considerevole periodo di tempo (fino al maggio 2010), comporta la concreta possibilità che alcune delle informazioni 'catturate' abbiano natura di dati personali: consentano cioè di risalire a persone identificate o identificabili. Google, pertanto, potrebbe aver compiuto un grave illecito, violando non solo il Codice privacy, ma anche alcune norme del codice penale, come quelle che puniscono le intercettazioni fraudolente di comunicazioni effettuate su un sistema informatico o telematico (art.617-quater) e l’installazione, fuori dai casi consentiti dalla legge, di "apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico” (art.617-quinquies).

Alla luce di tutto ciò il Garante ha ritenuto di trasmettere gli atti all’autorità giudiziaria perché accerti gli eventuali illeciti penali che possono configurarsi. Considerato inoltre che i 'payload data' possono costituire elementi di prova delle eventuali violazioni che spetterà alla magistratura valutare, il Garante ha ritenuto di conseguenza che essi non debbano essere cancellati dai server nei quali sono conservati e ne ha disposto il blocco, imponendo a Google di sospendere qualunque trattamento.

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