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16Gen/110

Hacker, nel 2011 smartphone sotto attacco

Sarà un anno di allerta, il 2011, per i possessori di uno smartphone, soprattutto se Apple. Nel rapporto di McAfee sulla sicurezza digitale nel nuovo anno, intitolato “2011 Threat Predictions“, si legge come la sicurezza degli smartphone e quella dei dispositivi della Apple (dal Mac all’iPhone, passando per l’iPad) risulti in pericolo.

Virus sempre più intelligenti, infatti, si muoveranno attraverso i social network e minacciano di mettere ko anche i sistemi più forti, e - come nel caso di Apple - sino ad oggi immuni da attacchi di ogni genere.

Come detto, chi rischia di più è la categoria di cellulari e smartphone. Secondo gli analisti di McAfee il 2011 potrebbe rappresentare l’annata del boom delle operazioni di hackeraggio sui device di questa tipologia, dopo anni relativamente tranquilli per i dispositivi mobili.

Il rischio deriva soprattutto dai sistemi di sicurezza particolarmente vulnerabili, visto che sino ad oggi i cellulari non sono stati mai soggetti a particolari attenzioni da parte degli hacker.

Gli esperti sono preoccupati soprattutto dalla possibilità dei device più moderni di accedere al web tramite le reti wi-fi: è qui, infatti, che i software di difesa sono meno sviluppati ed è dunque più facile l’ingresso dei “cavalli di Troia”, ovvero i famosi Trojan che hanno messo in crisi per molto tempo i computer.

Come detto qualche riga sopra, chi deve tremare secondo McAfee sono i possessori di dispositivi Apple. Il marchio di Steve Jobs sarebbe, infatti, un altro degli obiettivi principali dei pirati informatici è il parco tecnologico della Apple.

Perchè? Sono diffusi in tutto il mondo (negli ultimi tre anni sono stati venduti oltre 100 milioni di dispositivi tra iPad, iPod Touch e iPhone) e vengono usati con poca cautela dai propri utenti, ormai sempre più convinti di avere in mano dispositivi invulnerabili e inattaccabili.

iPhone e iPad rischiano più di tutti. E il canale preferito degli hacker saranno senz’altro i Social Network, perchè se da una parte Facebook, Twitter & co. hanno diminuito lo spam sul web, dall’altra con applicazioni quali Foursquare, Gowalla e Facebook Places, bastano pochi clic e “un cyber criminale può facilmente sapere dove si trova una persona, cosa scrive, quali sono i suoi interessi e che programmi sta utilizzando”.

Gli utenti, insomma, sono avvisati.

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